jeudi 22 juillet 2010

Archimede dopo 23 secoli ci offre una "nuova elettricità"



Inaugurata da ENEL a Priolo la prima centrale solare a concentrazione: l'idea non è nuova, gli specchi di Archimede dopo ben 23 secoli, concettualmente attuallizzati da Carlo Rubia, creano energia pulita.



2.000 anni fa, Archimede utilizzò gli “specchi ustori” come armi incendiarie contro le navi romane che assediavano Siracusa durante la seconda guerra punica nel 212 a.C., l'idea, semplice viene ripresa dagli scienziati del terzo millennio  per produrre energia elettrica. Così, la centrale solare termodinamica è stata battezzata come l’inventore greco.
L'ENEA, e lo scenziato Carlo Rubbia (ex presidente ENEA e premio Nobel per la fisica), secondo cui i costi di produzione del solare a concentrazione potranno essere ben presto simili a quelli dei combustibili fossili, stanno rielaborando un vecchio progetto di sistema solare termodinamico (o a concentrazione) sta sperimentando a Priolo Gargallo (Siracusa), nelle stesse terre in cui visse Archimede, un sistema di specchi in grado di concentrare i raggi solari verso una caldaia e produrre pertanto vapore ad alta pressione (mediante il calore generato dalla concentrazione), con una potenza di circa 20 MW. 
Il sole, concentrando i suoi raggi solari mediante appositi specchi verso un unico punto, facendo  aumentare la densità di energia calorica di 100-200 volte rispetto ad una situazione normale, produce attraverso normali turbine mosse dal vapore, energia cinetica che si trasforma in energia elettrica, mediante gli stessi principi di una centrale elettrica tradizionale.
L’energia termica che ne deriva viene raccolta per poter utilizzare il calore anche in un momento diverso da quello in cui lo si raccoglie, permettendo la produzione di energia elettrica  a ciclo continuo anche nelle ore notturne o in assenza del sole, anche se in misura inferiore alle ore centrali della giornata.
La centrale, invece di utilizzare lunghe file di specchi a parabola per concentrare il calore del sole su un tubo dove scorre olio,  utilizza un sistema di sali fusi dell’azienda italiana Angelantoni (www.angelantoni.it) in partecipazione con Siemens, su brevetto Enea. 
E' la prima centrale al mondo che utilizza questo sistema! ma è in linea con grandi progetti tipo Desertech (www.desertec.org) avviato da un cartello di grandi imprese europee per realizzare decine di impianti di questo tipo nell’Africa settentrionale e sahariana. 
L’Anest (Associazione nazionale energia solare termodinamica) ha sottolineato come esistano in Italia le potenzialità per realizzare entro i prossimi dieci anni centrali per 3-5000 MW, creando oltre 30 mila posti di lavoro.